cestelli per gru su fune
05/09/2026

Cestelli appesi per gru: cosa sono, quando si usano e cosa prevede la normativa

Chi lavora in quota sa che non tutti i cantieri sono uguali. Ci sono situazioni in cui le attrezzature standard (PLE, cestelli per gru agganciati al gancio) semplicemente non possono arrivare: conformazioni del terreno impossibili, ambienti marittimi, strutture particolari, accessi proibitivi. In questi contesti entra in gioco una soluzione meno conosciuta ma preziosa: il cestello su funi (o su catene).

In questo articolo spieghiamo cos’è, come funziona, in quali situazioni è la scelta giusta e, soprattutto, cosa prevede la normativa italiana per il suo utilizzo legale e sicuro.

 

Cos’è un cestello appeso per gru?

Il cestello appeso (su funi o catene) è un’attrezzatura per il sollevamento di persone progettata per essere sospesa tramite funi o catene a una gru o a un altro apparecchio di sollevamento. A differenza dei cestelli per gru tradizionali, che si collegano al braccio tramite un sistema rigido o semi-rigido (spesso dotato di livellamento attivo), questa piattaforma è completamente appesa. È quindi libera di oscillare entro i limiti controllati dalla struttura e viene movimentata e posizionata esclusivamente attraverso i movimenti della gru.

Lavora quindi con una sospensione flessibile, il che lo rende adatto a contesti in cui la configurazione dell’aggancio rigido non è praticabile o dove è necessaria maggiore libertà di movimento nella fase di posizionamento.

I modelli disponibili si distinguono principalmente per:

  • Materiale di costruzione: ferro o acciaio inox (per ambienti corrosivi, marini o chimici)
  • Configurazione: monoposto o multiposto, a seconda della portata e del tipo di intervento
  • Sistema di sospensione: a funi o a catene, con diversi punti di aggancio a seconda del modello

 

Quando si usa?

Il cestello appeso su funi o catene nasce per rispondere a situazioni in cui le soluzioni “standard” non sono tecnicamente praticabili. I contesti più frequenti includono:

  • Ambienti marittimi e portuali: accesso alle fiancate di navi, strutture offshore, banchine portuali dove l’accesso dal basso è impossibile e una PLE non può essere posizionata
  • Conformazioni del terreno complesse: aree in forte pendenza, terreni instabili, zone alluvionali o corsi d’acqua dove nessun mezzo a terra (né gommato né cingolato) può operare
  • Strutture industriali particolari: impianti dove la geometria della struttura impedisce l’avvicinamento con un cestello ad aggancio rigido
  • Manutenzione su grandi infrastrutture: ponti, viadotti, torri, tralicci, in cui la gru già operativa sul posto può sollevare il cestello su funi in punti altrimenti inaccessibili
  • Operazioni di emergenza e soccorso: in contesti dove la rapidità di dispiegamento è prioritaria e non è disponibile attrezzatura dedicata

In tutti questi casi, il cestello su funi permette di portare operatori in quota in sicurezza, sfruttando la gru già presente, senza la necessità di un mezzo aggiuntivo.

 

Il quadro normativo: una soluzione in regime di “eccezionalità”

Questo è il punto più importante da comprendere per quanto riguarda l’utilizzo di un cestello su funi o catene, ed è anche l’argomento che genera più dubbi.

Il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza), al punto 3.1.4 dell’Allegato VI, stabilisce una regola ferrea: il sollevamento di persone è permesso soltanto con attrezzature di lavoro e accessori previsti a tal fine.

Le normali gru da cantiere o industriali nascono per il sollevamento di materiali, non di persone. Tuttavia, la stessa legge prevede una precisa via d’uscita per far fronte a situazioni particolari, specificando subito dopo che, a titolo eccezionale, possono essere utilizzate per il sollevamento di persone attrezzature non previste a tal fine, a condizione che si siano prese adeguate misure in materia di sicurezza, conformemente a disposizioni di buona tecnica.

L’utilizzo di gru + cestello su funi  o catene si colloca esattamente in questo spazio normativo. Sebbene il cestello in sé sia un’attrezzatura progettata e certificata dal costruttore per ospitare lavoratori (in conformità alla norma tecnica UNI EN 14502-1, con marcatura CE), il suo utilizzo combinato con una gru configura un’operazione “in deroga”, consentita solo in condizioni precise.

 

Cosa si intende per “eccezionalità”?

Il Ministero del Lavoro, attraverso la Commissione Consultiva Permanente, ha chiarito i confini di questa deroga con il documento del 20 aprile 2012 (“Procedure per il sollevamento persone con attrezzature non previste a tal fine”).

Secondo le direttive ministeriali e le successive linee guida INAIL, l’uso del cestello su funi o catene è legittimo solo quando si è in presenza di:

  1. Un’inapplicabilità di soluzioni standard: si dimostra (all’interno del DVR o del POS) che l’uso di attrezzature ordinarie, come i ponteggi o le Piattaforme di Lavoro Elevabili (PLE), sia tecnicamente impossibile o comporti rischi complessivi maggiori per la sicurezza dei lavoratori.
  2. Una pianificazione e procedure: l’intervento non è improvvisato, ma viene regolato da una rigida procedura aziendale che prevede l’analisi dei rischi, il controllo preventivo dei mezzi (gru, funi, agganci) e la registrazione di tali controlli.
  3. Un piano di emergenza: deve essere sempre predisposto un piano di recupero rapido degli operatori in quota in caso di avaria della gru.

 

I documenti di riferimento della Commissione Consultiva Permanente

Il Ministero del Lavoro, attraverso la Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, ha definito nel tempo il quadro operativo attraverso tre documenti fondamentali:

  • Parere del 10 febbraio 2010: il documento che ha definito per la prima volta il concetto di “eccezionalità”.
  • Procedure tecniche del 18 aprile 2012 (recepite con circolare ministeriale del 23 maggio 2012): forniscono la guida operativa concreta per il datore di lavoro, richiamando espressamente la norma tecnica ISO 12480-1 come riferimento per l’equipaggiamento e le modalità d’uso della gru. Contengono indicazioni dettagliate sulle caratteristiche delle attrezzature, la valutazione dell’ambiente di lavoro (es. condizioni meteo e del vento), le modalità di utilizzo e la gestione delle emergenze.
  • Linee Guida INAIL (Edizione 2017) – “Il sollevamento persone mediante attrezzature non previste a tal fine”: il documento tecnico più completo e aggiornato. Elaborato da un gruppo di lavoro INAIL con il contributo di Ispettori del Lavoro, Vigili del Fuoco e Capitanerie di Porto, fornisce i criteri pratici per la riduzione dei rischi, con un focus specifico sui cestelli sospesi porta persone (UNI EN 14502-1) agganciati a gru.

 

I documenti indispensabili: POS, DVR e Procedure Operative

Chi decide di utilizzare un cestello su funi non può farlo semplicemente acquistando il prodotto e agganciandolo alla gru. La normativa richiede che l’utilizzo di questa attrezzatura in regime di eccezionalità sia sempre preceduto da una formale e rigorosa valutazione dei rischi e pianificazione scritta, a cura del datore di lavoro dell’impresa utilizzatrice.

A seconda del contesto lavorativo, i documenti fondamentali cambiano:

  • In cantiere (Titolo IV D.Lgs. 81/08) è obbligatorio redigere un POS (Piano Operativo di Sicurezza) specifico per l’attività, che dovrà essere integrato nel Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) del cantiere e approvato dal Coordinatore per la Sicurezza (CSE).
  • In ambito industriale o portuale (Titolo II e III D.Lgs. 81/08) l’operazione deve essere dettagliata all’interno del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) aziendale e, in caso di ditte in appalto, coordinata tramite il DUVRI.

In entrambi i casi, la procedura d’uso per il sollevamento con cestello su funi deve obbligatoriamente includere:

  • Giustificazione dell’eccezionalità: l’analisi tecnica che dimostra perché non è possibile utilizzare soluzioni standard (come PLE o ponteggi) e perché il cestello su funi è l’unica risposta praticabile.
  • Verifica di compatibilità Gru-Cestello: con i requisiti tecnici minimi della gru — limitatore di carico nominale (obbligatorio: la normativa ammette il sollevamento persone solo con gru che ne sono dotate), limitatore di sollevamento, comando a uomo presente con arresto automatico al rilascio dei comandi, discesa motorizzata (mai a caduta libera), valvole di blocco sui cilindri contro la discesa incontrollata e velocità di salita/discesa contenuta — e la conformità del cestello alla norma UNI EN 14502-1.
  • Requisiti del personale (formazione e addestramento): la prova che il gruista sia abilitato (patentino gru) e che gli operatori a bordo siano specificamente formati e addestrati all’uso dei DPI anticaduta di 3° categoria.
  • Modalità operative e di comunicazione: le procedure precise per il sollevamento, il posizionamento e la discesa. È fondamentale specificare che il posto di comando della gru deve rimanere presidiato in permanenza e che deve esserci un collegamento radio/visivo continuo e sicuro tra gruista e operatori. Durante tutte le fasi di sollevamento, mantenimento in quota e discesa, gli operatori devono restare permanentemente vincolati, tramite imbracatura anticaduta e cordino di trattenuta, ai punti di ancoraggio predisposti all’interno del cestello, senza mai sporgersi oltre il corrimano o il fermapiedi.
  • Piano di emergenza ed evacuazione dedicato: le azioni immediate da compiere in caso di malore dell’operatore in quota, avaria della gru o improvviso peggioramento delle condizioni meteo.

 

Cestello appeso vs cestello per gru standard: quando scegliere quale

La distinzione è semplice nella pratica.

Il cestello per gru standard (ad aggancio rigido, con o senza livellamento) è la scelta normale ogni volta che le condizioni lo consentono. È più stabile, più semplice da gestire normativamente, disponibile in versioni con livellamento attivo avanzato.

Il cestello appeso è la risposta quando il cestello standard non può essere utilizzato: perché la conformazione del sito non lo permette, perché la gru disponibile non consente un aggancio rigido, o perché il tipo di intervento richiede la flessibilità della sospensione su fune. È una soluzione progettata per l’eccezionale, e il termine non è casuale: è quello usato dalla legge stessa.

 

I cestelli su funi Platforms

Platforms, divisione di Ormet con oltre 50 anni di esperienza nel settore del sollevamento, produce cestelli su funi in ferro e acciaio inox, disponibili in diverse configurazioni di portata e dimensione per adattarsi ai diversi contesti operativi. Ogni prodotto è corredato di documentazione tecnica completa e scheda tecnica, indispensabili per la redazione del POS e per le verifiche previste dalla normativa.

La profonda conoscenza del settore, maturata in decenni di attività, si traduce in un supporto concreto al cliente: per situazioni particolari o progetti specifici, il team Platforms è disponibile per affiancare il cliente nella valutazione tecnica, nella scelta della configurazione più adatta e nella corretta interpretazione dei requisiti normativi.

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